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Delegazione di pagamento

Ci sono tante forme di prestito sul mercato creditizio italiano, ma la delega di pagamento è veramente diventata una tra le più diffuse perché consente di raddoppiare l’importo da percepire con un solo finanziamento sulla propria busta paga. E’ regolamentata dagli articoli 1269 c.c. e seguenti, e nel D.P.R. 180 del 1950. Vuoi sapere in che modo?

La delega di pagamento è un prestito per il quale non occorre motivarne la richiesta che permette ai lavoratori dipendenti di ottenere ulteriori esigenze di liquidità perché può essere concessa contestualmente alla ulteriore richiesta di una cessione del quinto:

Il dipendente ottiene il prestito mediante bonifico o assegno mentre avrà l’addebito sulla busta paga avendo “delegato” la sua amministrazione ad effettuarne la trattenuta.

Quanto può trattenere in busta paga? L’importo massimo è pari ad un secondo quinto dello stipendio, per una rata complessiva massima pari al 40% della retribuzione netta. La delega di pagamento, a differenzia dalla cessione del quinto, non è un diritto del dipendente ma è subordinata all’accettazione da parte dell’ ente o ministero per il quale il dipendente presta servizio. Molte amministrazioni e vari ministeri concedono tale servizio ai dipendenti in virtù di speciali convenzioni stipulate con finanziarie o istituti bancari.

La delega di pagamento può essere richiesta dai dipendenti statali, pubblici e privati con una solida anzianità di servizio e che siano in possesso di un buon TFR accantonato in azienda o in un fondo pensione complementare. Dal momento che la rata viene addebitata direttamente sulla busta paga, non sono previste spese postali o bancarie a carico del dipendente. La rata costante e il tasso fisso per tutta la durata dell’ ammortamento del prestito escludono al dipendente il noioso calcolo rata prestito conferendo piena certezza al piano di rimborso, che può arrivare da minimo 2 fino a 10 anni di durata.

In conclusione aggiungiamo che la delega di pagamento non viene erogata ai pensionati, in quanto gli enti pensionistici non accettano di trattenere la rata sulla pensione.

Per qualunque informazione e chiarimento non esiti a contattarci!

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